L abilità emotiva degli anni 60 che i giovani d oggi stanno davvero perdendo

Negli scaffali della memoria culturale degli ultimi sessant anni c è qualcosa che non appare nelle playlist o nei feed social. Non è una moda musicale o uno stile di abbigliamento. È un modo di stare con gli altri che, se lo osservi bene, apparteneva in misura maggiore alle generazioni cresciute negli anni 60. Chiamerò questa qualità con un nome semplice e forse impreciso ma utile: la capacità di trattenere il giudizio prima di reagire. È un gesto emotivo che sembra raramente agire nella fretta online dei giovani d oggi.

Non è nostalgia. È un comportamento osservabile.

Quando ero piccolo ho visto adulti discutere per ore senza urlare. Non erano tutti saggi, ovviamente, ma c era una inclinazione a non spalancare l aperture emotive al primo stimolo. Oggi vedo reazioni immediate e definitive nei commenti di un post o nelle chat. Questo non significa che la nuova generazione sia meno umano. Vuol dire che molte circostanze esterne hanno reso l esercizio di fermarsi prima di giudicare più difficile.

Che cosa intendo per trattenere il giudizio

Non parlo di soppressione emotiva o della tipica freddezza stereotipata. Parlo di una routine mentale che contiene tre mosse semplici: ascoltare senza interrompere, concedere uno spazio temporale per rielaborare, scegliere se e come rispondere. Nella pratica sociale degli anni 60 questa routine si manifestava in conversazioni faccia a faccia, in riunioni di condominio, in scambi di opinione dentro il quartiere. Oggi molte di queste conversazioni si svolgono in spazi accelerati e progettati per la reazione immediata.

Perché questa abilità è cambiata

Le cause non sono misteriose. Cambiamenti tecnologici, ritmi di lavoro diversi, minor tempo condiviso in contesti di vita reale e un sistema mediatico che premia la polarizzazione: tutto questo orienta le persone verso risposte rapide. Ma c è di più. I ragazzi e le ragazze d oggi sono spesso educati a performare sentimento e autenticità in formato digitale. Questa performatività sostiene l idea che esprimere un sentimento forte subito è autentico mentre la sospensione è indecifrabile o perfino sospetta.

Un dato che disturba e al contempo informa

Studi sul cambiamento dell empatia e delle capacità interpersonali nell ultimo mezzo secolo non sono un mistero per gli studiosi. La ricercatrice Sara H Konrath della University of Michigan ha osservato che il trend dell empatia nei giovani non è stabile e può variare nel tempo. Queste parole sono importanti perché mostrano che l empatia non è un dato immutabile ma qualcosa che può essere influenzato dal contesto sociale.

“The fact that empathy is declining means that there s more fluidity to it. It means that empathy can change. It can go up.” — Sara H Konrath Ph D Researcher University of Michigan.

La citazione di Konrath dovrebbe metterci in guardia contro letture fataliste. La capacità di trattenere il giudizio può essere riattivata, ma senza un progetto intenzionale rimane impallidita nelle nuove generazioni.

Osservazioni personali e qualche provocazione

Parlo da qualcuno che ha fatto esperienza di entrambe le epoche. Non si tratta di dire che gli anni 60 fossero migliori. Alcune forme di trattenimento emotivo allora coprivano ingiustizie e silenzi complici. Però esiste un effetto collaterale utile di quella pratica: la conversazione pubblica aveva più attrito e quindi più tempo per rielaborare. E l attrito talvolta produceva soluzioni meno urlate e più praticabili.

Questa è una posizione non neutra. Credo che il culto della reazione rapida abbia impoverito la dimensione pratica del dialogo. La rabbia online spesso sostituisce la negoziazione concreta. I giovani esprimono sentimento con forza ma spesso senza lo stesso investimento nella trasformazione materiale di una situazione complessa.

Un esempio concreto

In un condominio romano di mia conoscenza, negli anni della mia giovinezza, si discuteva la questione dei parcheggi. Le discussioni duravano, si facevano proposte, qualcuno telefonava, si faceva un incontro. Non era perfetto e non era equo ma alla fine si giungeva spesso a un compromesso pratico. Ora immagina lo stesso problema affrontato via cinque chat separate con screenshot. La reazione arriva prima ancora che l altra parte possa argomentare. Si perde il tempo necessario per inventare una soluzione concreta.

Come si coltivava quell abilità

Non è stato insegnato come una tecnica in aule speciali. Si apprendeva per immersione. Famiglie che passavano più tempo insieme, vicinati più connessi sul piano reale, e anche istituzioni che richiedevano pazienza: posti di lavoro meno frammentati e mezzi d informazione meno immediati. Questo non vuol dire che tutto fosse roseo ma che il contesto favoriva l esercizio di sospendere il giudizio.

Esistono pratiche concrete che possono ricreare quell ambiente a prescindere dall età. Esperienze che rallentano il ritmo e richiedono ascolto reale sono utili. Tuttavia non bastano corsi di mindfulness spuntati qua e là. Serve un ripensamento delle norme sociali su cosa conta come valore comunicativo.

Non tutto è perduto

La generazione attuale possiede strumenti di condivisione e solidarietà prima impensabili. Ma le modalità di condivisione non sempre favoriscono la ritenzione del giudizio. Se vogliamo recuperare quella abilità, dobbiamo immaginare nuove pratiche civiche che non siano semplici repliche del passato ma che incorporino la lentezza come valore progettuale.

Conclusione parziale e aperta

Non ci sono soluzioni semplici. Non voglio vendere una ricetta magica. Ma la constatazione è netta: la capacità di trattenere il giudizio prima di reagire funzionava da ammortizzatore sociale negli anni 60. Oggi quel meccanismo è meno esercitato e il risultato è una società con meno pazienza per la complessità. Se non agiamo, rischiamo che il discorso collettivo diventi sempre più diretto e meno trasformativo.

Ti lascio con una domanda aperta. Se un tratto culturale può essere perso, può anche essere reinventato. Ma in che forma lo vogliamo ricostruire? Con lavori di comunità offline e progetti educativi? Con pratiche digitali che penalizzino la reazione immediata? La risposta non è banale e non deve essere veloce.

Tabella riassuntiva delle idee chiave

Idea Che cosa significa Perché conta
Capacità di trattenere il giudizio Ascoltare prima di rispondere e concedere tempo alla rielaborazione Diminuisce la polarizzazione e favorisce soluzioni pratiche
Cause del cambiamento Tecnologia accelerata informazione istantanea e minore vita comunitaria reale Riduce le opportunità per esercitare la sospensione del giudizio
Non è solo nostalgia La qualità può essere riattivata perché è influenzata dal contesto Offre spazio per interventi educativi e culturali
Strade possibili Creare spazi lenti pratiche civiche reali e progettare interazioni digitali meno impulsive Permette di reinventare la capacità senza tornare esattamente al passato

FAQ

1 Chi erano le persone degli anni 60 a cui ti riferisci?

Parlo delle generazioni adulte che hanno vissuto la fase di transizione sociale degli anni 60 in Europa e in Italia in particolare. Non è un gruppo omogeneo. Intendo quei contesti familiari e di quartiere dove la socialità faceva da palestra quotidiana per conversazioni di lunga durata e scambi ripetuti. Non sto idealizzando ma riconoscendo un abito comunicativo che oggi è meno frequente.

2 Perché questa abilità è rilevante oggi?

Perché la capacità di sospendere il giudizio aiuta a costruire soluzioni e diminuisce la probabilità di escalation emotive. In tempi di crisi complesse serve meno screaming e più negoziazione pratica. Ritenere il giudizio non significa non agire ma agire con più strumenti cognitivi e relazionali a disposizione.

3 Come si può coltivare questa qualità nelle nuove generazioni?

Non esistono scorciatoie. Serve ridisegnare spazi che incentivino l ascolto reale e il confronto prolungato. Progetti scolastici che non misurino solo contenuti ma anche gestione dei conflitti, iniziative di quartiere che ricreino incontri faccia a faccia e regole sui social che favoriscano discussioni contestualizzate possono essere utili. Lavorare sul contesto è più efficace che chiedere ai singoli di essere più pazienti in una giungla di stimoli.

4 Questa osservazione vale per tutti i paesi?

Non in modo uniforme. Il fenomeno è più studiato nei paesi occidentali con alta penetrazione digitale e media istantanei ma elementi simili emergono anche altrove. Le forme locali di socialità influenzano la misura in cui questa abilità si conserva o si perde. Ogni contesto offre possibilità diverse per intervenire.

5 Può essere che la nuova generazione compensa in altri modi?

Sì. I giovani mostrano spesso forme nuove di solidarietà e mobilitazione rapida che le generazioni precedenti non avevano. Il punto è che queste nuove pratiche non sempre includono la routine di sospendere il giudizio che portava a soluzioni negoziate. Si tratta di differenze di stile e di strumenti piuttosto che di valore morale assoluto.

Author

  • Antonio Minichiello is a professional Italian chef with decades of experience in Michelin-starred restaurants, luxury hotels, and international fine dining kitchens. Born in Avellino, Italy, he developed a passion for cooking as a child, learning traditional Italian techniques from his family.

    Antonio trained at culinary school from the age of 15 and has since worked at prestigious establishments including Hotel Eden – Dorchester Collection (Rome), Four Seasons Hotel Prague, Verandah at Four Seasons Hotel Las Vegas, and Marco Beach Ocean Resort (Naples, Florida). His work has earned recognition such as Zagat's #2 Best Italian Restaurant in Las Vegas, Wine Spectator Best of Award of Excellence, and OpenTable Diners' Choice Awards.

    Currently, Antonio shares his expertise on Italian recipes, kitchen hacks, and ingredient tips through his website and contributions to Ristorante Pizzeria Dell'Ulivo. He specializes in authentic Italian cuisine with modern twists, teaching home cooks how to create flavorful, efficient, and professional-quality dishes in their own kitchens.

    Learn more at www.antoniominichiello.com

    https://www.takeachef.com/it-it/chef/antonio-romano2
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