Affrontare i compiti difficili prima o dopo Cambia davvero la tua energia Secondo la scienza sì e non come pensi

Questa domanda ha invaso le chat dei gruppi di lavoro e i post di chi cerca di essere più efficiente senza sentirsi un robot: conviene fare prima i compiti più duri o rimandarli a dopo? Io ho provato entrambe le strade e non sono diventato né un santo della produttività né un disastro totale. Però ho capito qualcosa sulla nostra energia che la maggior parte dei consigli non dice.

La promessa semplice che non funziona sempre

Hai già visto la regola che suona bene e che tutti citano: fai prima il compito più difficile e il resto della giornata scorre. È comoda perché dà ordine a un caos interno. Ma la vita non è un algoritmo e la nostra energia non è uniforme. A volte mangiare il peccato più grosso all inizio trasforma il resto in un limpido autostrada. Altre volte ti ritrovi esausto e incapace di portare a termine niente altro.

Perché la regola piace

La regola evita la colpa, produce risultati rapidi e crea la narrativa della giornata vinta. Nonostante questo il risultato pratico dipende da fattori che il mantra non nomina: tipo il peso emotivo del compito, la qualità del sonno, l ambiente di lavoro e se quel compito richiede creatività o semplice resistenza mentale.

La ricerca sul controllo e l esaurimento

Se cerchi spiegazioni scientifiche il tema ricorrente è il concetto di esaurimento della forza di volontà. Alcuni studi e raccolte di dati suggeriscono che la nostra capacità di autocontrollo può diminuire con l uso. In parole povere decidere e resistere consuma qualcosa che poi serve per decisioni successive.

Self control depends on a limited energy supply and each person s willpower fluctuates during the day as various events deplete and then replenish it. Decision making and creative initiative also deplete the same willpower supply while eating and sleeping can restore it. Roy F. Baumeister Professor of Psychology University of Queensland

Quella frase della voce accademica smorza l entusiasmo della regola fai prima il peggiore. Perché se il compito che decidi di esaurirti è quello che sfrutta la tua riserva migliore per la creatività allora potresti ritrovarti senza carburante quando te ne servirà di più, cioè nelle decisioni complesse che seguono.

Perché non basta una sola strategia

Ho visto professionisti che giurano sul fare prima i compiti difficili e altri che ottengono di più frammentando la giornata in blocchi brevi con pause reali. Sono entrambi veri. Il punto è che il vero problema non è l ordine assoluto ma l allineamento tra il compito e lo stato interno. Se la tua energia è focalizzata al mattino e il compito richiede attenzione pura fallo allora. Se la creatività si manifesta dopo il secondo caffè tieni il compito più duro per quel momento.

Un piccolo paradosso personale

Ti confesso qualcosa di banale e umano. Quando decido di fare prima il peggiore finisco spesso per ipervalutare il mio stato d animo eroico. Faccio la cosa dura e poi mi regalo ore di inattività giustificata. Quando invece sposto il compito a un momento stabilito con piccole regole non tanto eroiche ma realistiche la probabilità che lo completi sale. Quindi non ho scelto tra prima o dopo. Ho scelto come prepararmi a quel momento.

Strategie che davvero funzionano (e che non sono consigli banali)

Più che chiederti se prima o dopo prova a rispondere a queste domande prima di pianificare. Che tipo di sforzo richiede il compito mentale o emotivo? Quanto tempo continuo serve senza interruzioni? Quanto pesa emotivamente? Sai esattamente cosa fare o serve inventare strada facendo? Non è una check list da blog. Queste risposte cambiano il gioco.

Per i compiti che richiedono semplice forza di volontà e resistenza mentale può funzionare farli presto quando le risorse sono fresche. Per attività creative o che richiedono integrazione di idee invece a volte è meglio accumulare input durante la giornata e attaccare quando il pensiero è più ricco di materiale. Non è una doppia morale. È un principio operativo.

Una proposta concreta e poco glam

Prova una settimana con tre regole:

1. Identifica il carico emotivo del compito. 2. Decidi se serve freschezza di volontà o ricchezza di materiale. 3. Pianifica un micro rituale di ingresso per quel compito che non consumi la risorsa che ti serve dopo. I rituali funzionano non perché sono magici ma perché segnano al cervello quale risorsa utilizzare.

Quando rimandare è intelligente

Rimandare non è sempre pigrizia. È una scelta strategica se il ritardo permette di raccogliere informazioni, ridurre l ansia o risparmiare energia per compiti consequenziali. Se il compito severo blocca il flusso creativo che ti serve per dieci attività successive allora la tua priorità non è la sofferenza breve ma la produttività complessiva.

Non mettere la disciplina sopra il buon senso

La disciplina è utile ma se applicata come dogma può diventare stupida. Ho visto team che si convincono che il dogma del fare il peggiore primo aumenti la performance e invece peggiora la qualità perché produce stanchezza nel momento sbagliato. Ti dico questo non per confonderti ma perché la scelta intelligente è spesso meno spettacolare e più pratica.

Conclusione aperta

Non esiste una regola universale applicabile a tutti i giorni. Esiste invece una regola personale che si costruisce sperimentando e annotando risultati. La scelta tra affrontare i compiti difficili prima o dopo non riguarda solo la lista delle cose da fare ma anche come rispetti le energie che hai a disposizione.

Tabella riassuntiva delle idee chiave

Domanda Indicazione pratica
Il compito consuma volontà o richiede idee Se consuma volontà fallo quando sei fresco. Se richiede idee ricorda che l input costruisce qualità.
Ha peso emotivo Alto peso emotivo richiede rituali di ingresso e tempi corti ma intensi.
Dipende da decisioni successive Se sì programma il compito quando le tue risorse decisionali sono ancora disponibili.
Meglio prima o dopo Dipende dal tipo di energia richiesta e dal contesto della giornata.

FAQ

1. Devo sempre fare prima il compito più difficile per migliorare la mia produttività

No. La produttività migliora quando l ordine delle attività è compatibile con il tipo di energia richiesta. Fare prima il compito più difficile aiuta se quel compito richiede pura resistenza e la tua riserva è elevata. Non aiuta se quel compito consuma la creatività che ti serve poi.

2. Come capisco che tipo di energia richiede una attività

Osserva se il lavoro è ripetitivo e richiede perseveranza o se è esplorativo e richiede idee nuove. Prova a suddividere il compito in microfasi e valuta quale fase richiede più decisioni o più integrazione. Non esiste un misuratore universale ma l esperienza e la registrazione delle prestazioni aiutano.

3. Cosa fare se mi sento sempre a corto di volontà

Non trasformare la strategia in colpa. Riduci il carico decisionale con scelte predefinite, intervieni sui ritmi del lavoro e sperimenta brevi pause rigeneranti. A volte è più utile cambiare l ambiente o dividere il compito che arrabattarsi sul singolo ordine delle attività.

4. Posso applicare questa logica al lavoro di squadra

Sì. Nel team è utile discutere non soltanto le scadenze ma anche il tipo di energia richiesta dalle attività. Coordinare il momento giusto per compiti creativi e per compiti esecutivi può aumentare qualità e motivazione collettiva.

5. Quanto tempo serve per capire quale strategia funziona per me

Non servono mesi. Due settimane di esperimenti con note giornaliere sulle sensazioni e sui risultati danno già segnali chiari. Accetta che i pattern possano cambiare con il tempo e sii pronto a ritarare la strategia.

Se vuoi metti in pratica una settimana di prova con le tre regole che suggerisco e poi dimmi come è andata. La risposta definitiva non è teorica. È quello che funziona nella tua testa e nel tuo calendario.

Author

  • Antonio Minichiello is a professional Italian chef with decades of experience in Michelin-starred restaurants, luxury hotels, and international fine dining kitchens. Born in Avellino, Italy, he developed a passion for cooking as a child, learning traditional Italian techniques from his family.

    Antonio trained at culinary school from the age of 15 and has since worked at prestigious establishments including Hotel Eden – Dorchester Collection (Rome), Four Seasons Hotel Prague, Verandah at Four Seasons Hotel Las Vegas, and Marco Beach Ocean Resort (Naples, Florida). His work has earned recognition such as Zagat's #2 Best Italian Restaurant in Las Vegas, Wine Spectator Best of Award of Excellence, and OpenTable Diners' Choice Awards.

    Currently, Antonio shares his expertise on Italian recipes, kitchen hacks, and ingredient tips through his website and contributions to Ristorante Pizzeria Dell'Ulivo. He specializes in authentic Italian cuisine with modern twists, teaching home cooks how to create flavorful, efficient, and professional-quality dishes in their own kitchens.

    Learn more at www.antoniominichiello.com

    https://www.takeachef.com/it-it/chef/antonio-romano2
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