Negli ultimi anni la regola non scritta dei 19°C è diventata un mantra domestico. È comoda, semplice da raccontare alla suocera e ha laria di buon senso. Ma la realtà dentro le nostre case non è un numero immobile. Cambiano gli impianti, cambiano le bollette, cambiano le abitudini. Io penso che sia arrivato il momento di smontare il culto dei 19°C e di ragionare in modo meno dogmatico e più pragmatico. E sì, questo pezzo è un po provocatorio perché preferisco rompere la routine piuttosto che raccontare lennesima lista di consigli scontati.
Perché 19°C è stato un rifugio mentale
19°C ha funzionato come scorciatoia. È un numero che suona equilibrato: non troppo basso da sembrare parsimonioso, non troppo alto da apparire sprecone. Per anni i consigli ufficiali e le guide pratiche hanno parlato di un range tra 18 e 21°C e molti hanno scelto il punto medio per semplicità. Ma la temperatura di una stanza non vive da sola. Cè lisolamento, la direzione delle finestre, il tipo di attività che fai in casa, la tua età, la qualità dellimpianto di riscaldamento e perfino il modo in cui il tuo appartamento comunica con quello del vicino. Una stessa impostazione sul termostato produce risultati diversi in case diverse.
Non tutte le case sono uguali
In una tipica casa urbana ben isolata, 19°C impostati su un termostato centrale possono tradursi in superflui picchi di riscaldamento in alcune stanze e zone fredde in altre. In case più vecchie con muri sottili invece 19°C è spesso un sogno. E qui casca linsidia: uniformare il consiglio ignorando le differenze porta a sprechi o a disagio. Io ho vissuto in un appartamento con doppia esposizione dove 18°C sembravano una sauna e in una cantina-riverniciata dove 21°C non bastavano. Non è poesia è esperienza pratica.
Il nuovo approccio che salva soldi senza renderti infreddolito
Il concetto semplice è questo: sostituire il dogma del numero fisso con un approccio contestuale e dinamico. Non è solo abbassare o alzare il termostato. È usare i dati che già abbiamo e qualche piccolo aggiustamento comportamentale. Impostazioni diverse per stanze diverse. Programmazioni orarie che seguono la tua vita reale. Qualche grado in meno quando sei attivo e qualche grado in più quando sei fermo a leggere o guardare un film. È un modo di pensare che richiede attenzione e non obbedienza.
Perché funziona dal punto di vista economico
Abbassare di uno o due gradi la media di riscaldamento e gestire meglio i tempi di accensione riduce il consumo. Non è magia e non è una promessa vuota: molte ricerche e guide energetiche mostrano come piccole differenze di impostazione, combinate con una gestione intelligente, portino a risparmi reali. Ma la cifra precisa dipende da casa a casa. Non esiste un risparmio universale quantificabile per tutti senza misurare il contesto.
Una parola di prudenza dalle istituzioni
Le organizzazioni della salute continuano a ricordare che esistono limiti sotto i quali bisogna fare attenzione. Questo non contraddice il nuovo approccio, ma lo mette in cornice. Il messaggio utile è: cerca il risparmio ma non sacrificare il benessere se qualcuno in casa è fragile.
We have been alerting for a long time that climate change is severely affecting human health and therefore taking measures to reach the zero carbon and accelerating the transition to clean renewable sources of energy will be extremely important.
Maria Neira Director of Environment and Health World Health Organization
Tradurre le avvertenze in pratica
Significa non abbassare tutto indiscriminatamente. Significa misurare dove serve e proteggere le persone fragili con scelte mirate. Se in casa cè una persona anziana o bambini, il focus rimane sulla sicurezza termica. Ma per il resto delle stanze e dei momenti della giornata si può e si deve agire con più elasticità.
Cosa fare concretamente da domani
Questa è la parte che molti articoli vorrebbero semplificare con un elenco fotocopia. Io invece suggerisco un atteggiamento: prova, misura, correggi. Installa un termometro per stanza. Impara dove il tuo impianto è efficace e dove no. Sposta il riscaldamento dove servi davvero. Non parlare di 19°C come se fosse una legge di natura: trattalo come un punto di partenza da aggiustare.
Raccomandazioni operative
Tra le cose che ho visto funzionare: ridurre la temperatura dellambiente quando si è attivi e aumentarla leggermente quando si è sedentari. Usare valvole termostatiche per stanze specifiche. Programmare accensioni brevi ma efficaci prima dei momenti di maggior permanenza. Chiudere le stanze inutilizzate. Non sono trucchi psicologici; sono piccoli aggiustamenti che, moltiplicati nel tempo, si sentono sulla bolletta e sulla sensazione di comfort.
Quello che le guide non dicono spesso
La verità meno pubblicizzata è che il risparmio più grande non è quasi mai sul termostato ma sullinvolucro dellabitazione. Isolamento, infissi, e gestione dellumidità sono interventi che agiscono sul lungo periodo e modificano la relazione tra impostazione del termostato e temperatura percepita. Ecco perché insisto: parlare solo di ‘impostare a 19°C’ è riduttivo. Serve un approccio che combini comportamento e miglioramento fisico della casa.
Un piccolo avaro invito alla sperimentazione
Non ti sto dicendo di diventare un esperto di impianti. Ti sto invitando a smettere di ripetere una regola sentita. Fai due esperimenti. Prova 18°C per una settimana nelle stanze più frequentate e registra come ti senti. Poi prova 20°C la settimana successiva. Non è una gara di sopportazione è osservazione. A me è capitato di scoprire che in certi pomeriggi ho preferito una coperta e una temperatura più bassa al termostato. Mi è costato meno ed è stato più piacevole. A volte il comfort si compra con piccoli compromessi.
Conclusione aperta
Quindi sì al cambiamento: il tempo del 19°C come dogma dovrebbe finire. Serve un approccio più sfumato, più adattivo e meno rituale. Ma non trasformare tutto questo in distopia del risparmio. Il punto è il controllo: devi sapere cosa stai facendo e perché lo fai. Se vuoi risparmiare davvero, misura, adatta e investi dove serve. Il resto è rumore.
Tabella riassuntiva
| Idea chiave | Perché conta |
|---|---|
| Smettere di imporre 19°C | Permette scelte adattive e risparmi mirati |
| Gestione stanza per stanza | Aumenta lefficienza e il comfort reale |
| Proteggere i vulnerabili | Non compromettere la salute per risparmiare |
| Investire nellinvolucro | Riduce in modo permanente la perdita di calore |
| Sperimentare e misurare | Decisioni basate su dati reali portano risultati concreti |
FAQ
1. Se imposto 18°C risparmio davvero tanto rispetto a 19°C?
Dipende molto dalla casa. In linea generale abbassare di 1 grado può ridurre il consumo ma la percentuale varia in base allisolamento e al tipo di impianto. Non aspettarti lo stesso risparmio in una casa ben isolata e in una con spifferi. Misura la temperatura in più punti e controlla i consumi per qualche mese per avere un dato tuo e non una stima generale.
2. Come proteggere una persona anziana se riduco la temperatura?
Non tutte le persone reagiscono allo stesso modo al freddo. Se ci sono anziani o persone con condizioni croniche mantieni per loro ambienti più caldi e stabili. Evita sbalzi termici tra stanze e assicurati che le ore di riposo siano in un ambiente confortevole. Le decisioni vanno personalizzate e misurate nel contesto familiare.
3. Conviene usare un termostato smart per abbandonare i 19°C fissi?
Sì in molti casi. Un termostato smart permette programmazioni più flessibili, apprende le tue abitudini e può ridurre il consumo evitando accensioni inutili. Però non è soluzione magica: se la casa è male isolata lo smart controllerà comunque un involucro che perde calore. È utile ma va accompagnato da interventi pratici sulla casa.
4. Quanto conta lisolamento rispetto alla regolazione del termostato?
Lisolamento è spesso più efficace della semplice regolazione della temperatura. Migliorare pareti, finestre e sigillature riduce la quantità di calore necessaria per mantenere la temperatura desiderata. Nel medio termine gli interventi sullinvolucro possono generare risparmi maggiori e più stabili rispetto alle sole variazioni del termostato.
5. Posso abbassare la temperatura di notte senza problemi?
Spesso la notte si preferisce una temperatura più bassa per dormire meglio. Ma la riduzione notturna dovrebbe essere moderata e personalizzata. Se in casa ci sono persone fragili o problemi di umidità e muffa una riduzione aggressiva potrebbe peggiorare la situazione. La cosa sensata è programmare piccoli cali e monitorare lambiente.