Perché dire no alla modernità ha reso felici alcune persone di 60 e 70 anni

Negli ultimi anni ho parlato con molte persone nate tra gli anni Cinquanta e Sessanta che hanno scelto, con apparente calma e senza drammi, di non rincorrere ogni novità digitale. Questa decisione non è sempre un rifiuto radicale dell’innovazione ma spesso una strategia di vita. In questo pezzo provo a spiegare perché, contro ogni prevedibile narrazione tecnologica, rimanere fuori dalla corsa ai dispositivi più nuovi ha reso alcune persone più soddisfatte e meno stressate. Non è nostalgia sterile. È una scelta pratica e morale, e talvolta un piccolo atto di sovranità personale.

Quando la modernità diventa una tirannia

La pressione a essere sempre aggiornati non è neutra. Ricevi notifiche, aggiornamenti, richieste di consenso, nuove piattaforme da imparare, cambi di password. Per chi ha vissuto decenni costruendo relazioni faccia a faccia e abitudini profonde, questo flusso può essere meno una promessa di opportunità e più una fonte di intrusione continua. Non sto parlando solo di tecnofobia: molti rifiuti sono etici, estetici, o legati al desiderio di non delegare la propria attenzione a algoritmi che non rispettano il tempo umano.

La riduzione volontaria della complessità

Preferire il telefono fisso, i libri cartacei, le conversazioni senza schermo non è una resa all’irrilevanza. È una strategia per abbassare la complessità cognitiva quotidiana e recuperare autonomia. Tante persone con cui ho parlato mi hanno confessato che la vera ricchezza non è l’accesso universale alle app ma la capacità di gestire pochi strumenti che funzionano davvero per loro. Questo riduce l’ansia e libera energie per attività che restano significative: il volontariato, il giardinaggio, gli incontri al bar con gli amici di una vita.

Non è solo comfort personale. C’è un elemento di critica sociale.

Rifiutare la modernizzazione completa spesso equivale a non voler partecipare a un mercato dell’attenzione che monetizza l’intimità e trasforma ogni gesto in un possibile contenuto. Questo non è un romantico passo indietro: è una presa di posizione su quale tipo di relazioni valga la pena coltivare. Alcuni anziani lo fanno per motivi politici: non vogliono che i loro dati vengano tracciati. Altri lo fanno perché hanno visto cosa succede quando le comunità cedono i loro spazi alla piattaforma del momento.

Older adults themselves are often the worst perpetuators of the myth that old age precludes engagement with a myriad of digital technologies. Doing so allows older adults a privilege not available to most working-age adults to take personal stands against the aspects of technology they find worrying, threatening or just plain annoying. Dr Bran Knowles Lancaster 50 50 Lecturer Lancaster University.

La citazione del Dr Bran Knowles non è un invito a restare indietro a tutti i costi. Piuttosto mette in luce una verità scomoda: alcuni scelgono consapevolmente di non essere parte della vetrina digitale, e questa scelta va rispettata come esercizio di libertà personale.

Una felicità meno rumorosa

Ho visto cose semplici che producono grande soddisfazione: una cena preparata con ingredienti comprati al mercato, la giornata trascorsa a sistemare un vecchio motore, una lettera scritta a mano. Per alcune persone di 60 e 70 anni rifiutare la modernizzazione ha significato riappropriarsi del ritmo del giorno. Senza la necessità di documentare tutto o di controllare i feed, l’esperienza diventa più piena. Non è che la tecnologia non possa fare lo stesso; è solo che spesso lo fa secondo regole che stravolgono il valore intrinseco dell’azione stessa.

Connessione vs sovraesposizione

C’è poi l’idea — valida e contraddittoria — che usare tecnologia possa mantenere la mente attiva. Recenti studi mostrano correlazioni tra uso digitale e migliore performance cognitiva. Jared Benge della Dell Medical School ha osservato che alcune forme di impegno tecnologico favoriscono la complessità cognitiva e le connessioni sociali.

We think the three Cs might be important complexity connection and compensatory behaviours. Jared Benge Associate Professor Dell Medical School University of Texas at Austin.

Questa è una voce importante: non minimizzo i benefici potenziali. Ma la posizione che voglio evidenziare qui è diversa. Alcuni scelgono deliberatamente di rinunciare ai benefici misurabili in favore di una qualità dell’esperienza diversa, meno mediata e più lenta.

Scelte che creano comunità

Un aspetto che raramente viene raccontato è che questo rifiuto può rafforzare legami locali. Quando non si partecipa alle chat di gruppo o alle piattaforme di quartiere, si ricorre a incontri vis a vis, a riunioni in piazza, a telefonate dirette. In molti borghi italiani ho notato un fenomeno curioso: chi non è presente online spesso diventa il catalizzatore delle iniziative locali. La loro assenza digitale non è isolamento ma un incentivo a inventare modi concreti per restare insieme.

La dignità del controllo

Infine, scegliere quali parti della modernità accettare e quali respingere è un modo per mantenere il controllo sulla propria routine. È dignità. Non voglio essere ingenuo: molte persone anziane non hanno alternative valide alla digitalizzazione di servizi essenziali. Ma chi ha la possibilità di scegliere spesso fa scelte che privilegiano la cura del tempo personale e la tutela delle proprie frontiere emotive.

Qualche obiezione che ho incontrato

Mi si obietta che rimanere fuori dal mondo digitale è un privilegio. È vero. Chi possiede assistenza sanitaria, reti di sostegno, risorse economiche e familiari può decidere di escludersi. Inoltre, la modernità offre opportunità reali di connessione e di accesso ai servizi. Non propongo una guerra culturale. Dico solo che, per alcuni, la rinuncia consapevole ha prodotto maggiore soddisfazione soggettiva — e questo merita riflessione, non giudizio.

Conclusione aperta

Non esiste una ricetta unica. Esistono persone che trovano sollievo nel digitale e altre che respirano meglio a distanza. Il punto è che la modernità non è obbligatoria e la volontà di non aggiornarsi può essere un gesto sovrano e sereno. Lasciare spazio a questa pluralità di scelte culturali è un segno di maturità sociale. Qualcosa da cui tutti, giovani compresi, potremmo imparare a scegliere con più cura.

Tabella riassuntiva

Idea chiave Perché conta
Rifiuto consapevole Non è solo paura ma scelta etica e pratica.
Riduzione della complessità Più energia per attività significative e meno stress.
Comunità locale Favorisce incontri reali e iniziative offline.
Benefici cognitivi della tecnologia Esistono ma non sono l’unica misura del benessere.
Dignità del controllo Scegliere cosa accettare della modernità è una forma di autonomia.

FAQ

1. Dire no alla modernità significa restare indietro?

Non necessariamente. Significa fare una selezione. Alcune persone mantengono l’uso di strumenti digitali essenziali e rifiutano l’invadenza di altri. La scelta è su misura e spesso strategica. Restare indietro diventa un problema solo quando la società impone l’uso digitale per l’accesso a servizi fondamentali senza alternative.

2. Non usare certi strumenti digitali riduce le opportunità sociali?

Può accadere, ma la realtà è ambigua. Alcuni hanno scoperto che l’impatto sulla vita sociale è minimo perché la rete fisica esiste ancora. Altri hanno dovuto trovare modalità alternative per mantenere legami a distanza. Le opportunità cambiano forma ma non spariscono sempre.

3. Questo rifiuto è egoista o responsabile?

Dipende dal contesto. Quando la scelta nasce da una riflessione etica e non da disinformazione, può essere vista come responsabile. Quando impedisce l’accesso a servizi collettivi o si basa su false informazioni, diventa problematica. Il giudizio richiede sempre di valutare le conseguenze concrete sulla vita propria e altrui.

4. Come si concilia il rifiuto con la necessità pratica di usare servizi online?

Molti scelgono compromessi: delegare alcune funzioni a familiari di fiducia, usare sportelli fisici per le operazioni più delicate, o utilizzare versioni semplificate di strumenti digitali. La soluzione non è unica e va costruita caso per caso.

5. Possono i giovani imparare qualcosa da questa scelta?

Sì. La lezione forse più utile è la cura della propria attenzione. I giovani potrebbero trarre ispirazione da chi decide di proteggere il proprio tempo e la qualità delle relazioni senza subire la narrazione che tutto deve essere per forza digitale.

Author

  • Antonio Minichiello is a professional Italian chef with decades of experience in Michelin-starred restaurants, luxury hotels, and international fine dining kitchens. Born in Avellino, Italy, he developed a passion for cooking as a child, learning traditional Italian techniques from his family.

    Antonio trained at culinary school from the age of 15 and has since worked at prestigious establishments including Hotel Eden – Dorchester Collection (Rome), Four Seasons Hotel Prague, Verandah at Four Seasons Hotel Las Vegas, and Marco Beach Ocean Resort (Naples, Florida). His work has earned recognition such as Zagat's #2 Best Italian Restaurant in Las Vegas, Wine Spectator Best of Award of Excellence, and OpenTable Diners' Choice Awards.

    Currently, Antonio shares his expertise on Italian recipes, kitchen hacks, and ingredient tips through his website and contributions to Ristorante Pizzeria Dell'Ulivo. He specializes in authentic Italian cuisine with modern twists, teaching home cooks how to create flavorful, efficient, and professional-quality dishes in their own kitchens.

    Learn more at www.antoniominichiello.com

    https://www.takeachef.com/it-it/chef/antonio-romano2
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