Cervelli a confronto 1970 vs oggi Cosa scopre la psicologia e perché non ci piace la risposta

Negli ultimi decenni la psicologia ha provato a misurare qualcosa di sfuggente: non solo comportamenti ma la struttura stessa dellattenzione e dellintrospezione. Confrontare le menti degli anni 70 con quelle di oggi significa scavare in strati che vanno dalla memoria autobiografica alla capacità di noia. Non è un esercizio nostalgico. È una richiesta urgente di capire come siamo diventati quello che siamo.

Una mappa mentale diversa

Negli anni 70 la vita mentale comune era segnata da ritmi più lenti e da meno stimoli esterni. La scelta di informarsi richiedeva tempo e spesso un atto intenzionale: leggere un articolo per intero, ascoltare un programma alla radio, discutere faccia a faccia era la norma. Oggi invece la tecnologia ha moltiplicato i segnali. Non è soltanto la quantità ma la modalità dellinterazione che muta il paesaggio cognitivo. La psicologia sperimentale ci mostra che il cervello si adatta alle richieste ambientali e che questa plasticità non è neutra.

Attenzione e frammentazione

Studi contemporanei indicano una maggiore tendenza alla frammentazione dellattenzione nelle generazioni nate dopo lera digitale. Questo non vuol dire che la gente sia meno intelligente. Vuol dire che la capacità di mantenere un impegno cognitivo lungo un periodo è cambiata forma. La nostra attenzione si esercita ora in microcompiti e salti rapidi dal pezzo informativo al video breve. Quando dico che cambia forma intendo che si modellano nuove abilità ma anche nuovi punti deboli.

Memoria e profondita

Chi ricorda gli anni 70 spesso parla di un senso di continuita narrabile: ci si ricordava episodi in sequenza e con attributi emotivi più ricchi. Negli ultimi anni la ricerca ha documentato che la memorizzazione mediata da schermi tende a essere più superficiale. Questo non è solo un giudizio morale ma un dato comportamentale: quando memorizziamo tramite feed continui, la traccia mnemonica è piu debole e piu dispersa.

La memoria esterna

Molti psicologi parlano di “memoria distribuita” moderna: ci affidiamo ai dispositivi per ricordare appuntamenti, conversazioni, persino fatti. Il rapporto con loblio è mutato. Personalmente trovo inquietante la facilità con cui delego piccoli pezzi di vita a strumenti esterni. Questo non è sempre negativo ma cambia la responsabilità emotiva che tenevamo fino a qualche generazione fa.

Emozioni pubbliche e intime

Negli anni 70 lintimità aveva confini più netti. Oggi la soglia tra pubblico e privato è più permeabile. Non è una semplice questione di oversharing. La psicologia sociale mostra che lidentità si costruisce oggi anche in base allaudience sempre potenzialmente presente. Questo produce una tensione: la ricerca di autenticità diventa performativa, e la performatività altera la percezione delle proprie emozioni.

We are lonely but we are afraid of intimacy. And so from social networks to sociable robots, we are designing technologies that will give us the illusion of companionship without the demands of friendship.

Sherry Turkle Professor of Social Studies of Science and Technology Massachusetts Institute of Technology

La frase della professoressa Sherry Turkle risuona come una lente utile per leggere la distanza tra le epoche. Non la uso per demonizzare la tecnologia ma per invitare a guardare la nostra ansia insieme alla sua promessa di connessione.

Differenze nelle strategie di coping

Gli anni 70 non erano privi di ansie collettive ma le strategie di regolazione emotiva spesso passavano per relazioni stabili e rituali di gruppo. Oggi molte forme di coping sono mediate da comunità virtuali, playlist, contenuti on demand. Questo ha creato nuove tecniche di sollievo immediato e una riduzione della tolleranza alla complessità emotiva. Io lo percepisco come una societa che preferisce la soluzione rapida alla fatica del sentimento profondo.

Autocontrollo e gratificazione

La psicologia comportamentale parla di flessibilità rinforzata: le ricompense istantanee modellano le scelte quotidiane. Il confronto con il passato mostra che la resilienza non è scomparsa ma si esprime in forme differenti. Alcune sono più adattative, altre invece favoriscono unattivismo profondo di fronte alle sfide prolungate.

Creatività e produzione culturale

I creativi degli anni 70 operavano spesso attraverso laboratori analogici e circuiti editoriali definiti. Oggi la creativita e piu democratica e accelerata. Questo genera una scena culturale vivace ma con un prezzo: la saturazione. Psicologi della cultura osservano che la sovrabbondanza di stimoli riduce la visibilita a lungo termine delle opere e la riflessione critica sulla loro qualità.

Non tutto il cambiamento è perdita

Ci sono vantaggi che non possiamo ignorare. Le generazioni recenti mostrano spesso maggiore apertura verso diversita, una consapevolezza politica e sociale più estesa e capacita di multitasking complesse che gli anni 70 raramente richiedevano. Dire che eravamo migliori in passato è un falso conforto. Tuttavia, alcune abilita profonde rischiano di degradarsi se non vengono esercitate deliberatamente.

Riflessioni personali e ostinatezza

Io credo che la discussione pubblica abbia bisogno di meno slogan e piu testimonianze. Non voglio tornare a un immaginario ideale, ma credo sia urgente ripensare pratiche quotidiane di cura mentale collettiva: meno consumo passivo, piu pratiche di attenzione intenzionale. E questo non e una ricetta magica ma un invito a sperimentare. Alcune cose funzionano solo se provate sul campo.

Conclusione aperta

La psicologia ci dice che le menti evolvono. Non esiste un singolo standard che definisca quale epoca abbia ragione. Ma possiamo riconoscere che le trasformazioni portano opportunita e danni. La sfida è scegliere quali parti del passato mantenere e quali pezzi del presente coltivare. Non serve nostalgia: serve una scelta consapevole.

Tabella di sintesi

Area Anni 70 Oggi
Attenzione Più sostenuta e sequenziale Più frammentata e veloce
Memoria Tracce narrabili Tracce distribuite e superficiali
Intimità Confini più netti Intimità permeabile e performativa
Coping Rituali relazionali Soluzioni digitali immediate
Creatività Processi più lenti e selettivi Produzione rapida e saturazione

FAQ

Che cosa intende la psicologia quando parla di “memoria distribuita”?

La memoria distribuita è un concetto che descrive come informazioni personali e pratiche vengano affidate a strumenti e reti esterne. Non significa perdita totale di ricordi ma una diversa organizzazione delle tracce mnemoniche. Si osserva una dipendenza piu forte da app e dispositivi per ricordare informazioni pratiche mentre lambito emotivo rimane in parte nel ricordo individuale.

Gli anni 70 erano davvero migliori per la salute mentale?

Non si tratta di meglio o peggio in senso assoluto. Alcune condizioni come la minore esposizione costante a stimoli digitali potevano favorire certe abilita di concentrazione. Allo stesso tempo associati problemi sociali e individuali rimanevano non risolti. Quindi il confronto deve essere circostanziato e non idealizzato.

Possiamo allenare la mente moderna per recuperare profondità?

Sì. Alcune pratiche intenzionali come limitare il multitasking, dedicare momenti senza dispositivi per lettura profonda o stare in conversazioni lunghe possono riaffermare circuiti mentali diversi. Si tratta di esercizi pratici piuttosto che di soluzioni definitive.

Qual è il ruolo della tecnologia nellevoluzione mentale?

La tecnologia è un fattore strutturale che modifica il contesto di apprendimento e relazione. Non è soltanto strumentale: contribuisce a plasmare abitudini cognitive ed emotive. Non è inevitabilmente dannosa ma richiede progettazione e usi consapevoli per ridurre effetti collaterali indesiderati.

Come può la societa scegliere cosa conservare del passato?

La scelta sociale passa attraverso pratiche, istituzioni e politiche culturali. Non basta la riflessione individuale. Occorrono spazi che incentivino lentezza, dialogo e formazione a lungo termine. Anche istituzioni educative e luoghi di lavoro possono favorire tempi mentali meno oltre-stimolati.

Author

  • Antonio Minichiello is a professional Italian chef with decades of experience in Michelin-starred restaurants, luxury hotels, and international fine dining kitchens. Born in Avellino, Italy, he developed a passion for cooking as a child, learning traditional Italian techniques from his family.

    Antonio trained at culinary school from the age of 15 and has since worked at prestigious establishments including Hotel Eden – Dorchester Collection (Rome), Four Seasons Hotel Prague, Verandah at Four Seasons Hotel Las Vegas, and Marco Beach Ocean Resort (Naples, Florida). His work has earned recognition such as Zagat's #2 Best Italian Restaurant in Las Vegas, Wine Spectator Best of Award of Excellence, and OpenTable Diners' Choice Awards.

    Currently, Antonio shares his expertise on Italian recipes, kitchen hacks, and ingredient tips through his website and contributions to Ristorante Pizzeria Dell'Ulivo. He specializes in authentic Italian cuisine with modern twists, teaching home cooks how to create flavorful, efficient, and professional-quality dishes in their own kitchens.

    Learn more at www.antoniominichiello.com

    https://www.takeachef.com/it-it/chef/antonio-romano2
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