Gen Z futuro finanziario Il professore che dice non ci sono molte ragioni per sperare nella sicurezza economica

Parlo spesso con ventenni e trentenni nei bar fuori dalle università italiane. Loro siedono con cuffie e cappotti usati e hanno il telefono sempre acceso ma non per lo stesso motivo di qualche anno fa. Non cercano approvazione. Stanno cercando tempo. Tempo per capire se conviene comprare una casa se la casa costa più del lavoro che otterrebbero. Tempo per decidere se studiare ancora se il titolo non garantisce più la scala che una volta portava al benessere. Questo pezzo non è un bilancio morale. È una fotografia nervosa di come molti giovani oggi guardano al denaro e al futuro.

La frase che ha acceso il dibattito

Un’affermazione netta di una docente americana ha sparso petrolio sul fuoco pubblico: Gen Z has no reason to believe that theyre ever going to have economic security. La frase viene da Suzy Welch, professore of management practice alla New York University. È una frase che nella sua semplicità fa crollare l’illusione che fare tutto secondo le regole porti ancora a una vita solida. E non è un mantra pessimista buttato lì per effetto: viene da aule dove i ragazzi fanno domande reali e ricevono risposte sempre più incerte.

Gen Z has no reason to believe that theyre ever going to have economic security. Suzy Welch Professor of Management Practice New York University

Non solo numeri ma un sentimento che cresce

Gli indicatori economici sono noti: salari stagnanti in termini reali, prezzi degli immobili impazziti nelle grandi città, debito educativo che pesa come un macigno. Ma il punto cruciale non è ripetere i numeri. Quello che mi interessa è capire la qualità dell aspettativa. Una generazione può tollerare sacrifici se vede un progetto. Oggi molti giovani non vedono il progetto. Vedono incombenze e promesse soggette a revisione continua.

Il senso di investimento collassato

Ai miei amici e alle persone che incontro spesso dico che non è solo colpa delle politiche o dei mercati. C è una modificazione culturale. Investire tempo e risorse in una carriera sembra sempre più un azzardo se nel frattempo il mondo cambia così in fretta che le condizioni di equilibrio scompaiono. Questo non rende i giovani svogliati. Li rende misuratamente prudenti e talvolta rabbiosi. La prudenza, però, non appare sui giornali come una virtù esistenziale. Appare come indifferenza.

Lavoro e contratto sociale rotto

Per decenni la narrativa dominante è stata: studia, arrampicati, stabilizzati. Quella scala è ancora lì ma senza pioli certi. Le aziende tagliano le posizioni medie, l automazione sposta compiti, i contratti diventano più frammentati. Di fronte a questo, i giovani ripensano l investimento di una vita, lo frazionano in gig e progetti, e spesso accettano guadagni più bassi per conservarsi alternative. Alcuni chiamano questo adattamento. Altri lo chiamano resa. Io lo chiamo pragmatismo forzato.

Una generazione iperistruita e vulnerabile

È paradossale: i membri più giovani della forza lavoro sono tra i più istruiti della storia e allo stesso tempo i più fragili financialmente. Questo mismatch non è solamente ingiusto. È un errore di sistema. Ho visto studenti eccellenti scegliere corsi brevi che promettono entrate immediate piuttosto che percorsi lunghi perché la temporalità del ritorno economico è diventata troppo incerta.

Perché i consigli tradizionali fanno fatica

Consigli come risparmiare regolarmente o investire sul lungo termine avevano senso quando le traiettorie erano prevedibili. Oggi quei consigli possono essere utili in astratto ma sentiti come parole vuote se non si costruisce prima una base minima di certezza. E a chi sostiene che la resilienza personale sia la risposta, dico: certo che la resilienza aiuta, ma non può sostituire la politica pubblica o modelli aziendali che restituiscano speranza concreta.

Qualche scelta concreta ma incompleta

Vedo giovani che reinventano la casa familiare come risparmio, che diventano microimprenditori o che si spostano in città più economiche. Sono soluzioni individuali che funzionano per alcuni ma non sostituiscono sistemi di protezione collettiva. E questo è il nodo politico che raramente entra nelle conversazioni quotidiane tra chi consiglia e chi vive la precarietà.

Ci sono segnali utili. Non sono miracoli.

Non voglio dipingere un quadro totale di sconfitta. Ci sono spinte creative: nuove forme di lavoro che aggregano competenze, cooperazione digitale, forme di mutualismo urbano. Ma sono spesso locali e fragili. Un intero decennio di politiche che non rispondono al problema sistemico amplifica l effetto di queste soluzioni e le trasforma in cerotti su fratture profonde.

La colpa non è solo dei ragazzi

È facile puntare il dito contro la generazione che governa male il pianeta. Ma è più utile chiedersi come le istituzioni possono ripensare per riaccendere quelle aspettative di cui parlava la professor Welch. Bonus occasionali non bastano. Serve ripensare l accesso al credito, il mercato della casa e la formazione continua. E serve farlo senza rituali retorici.

Un appello non troppo consolatorio

Se siete giovani e state leggendo: non trattate questo pezzo come una sentenza ma come un invito a guardare con realismo. Se siete genitori o decisori: smettete di banalizzare il disagio. Le parole di un professore universitario che mette in dubbio il contratto sociale hanno un valore se diventano punto di partenza per misure concrete.

Conclusione aperta

Non do qui una roadmap completa. Non pretendo di offrire soluzioni esaustive. L economia è un campo in cui le risposte arrivano tardi se prima non si cambia il modo di ascoltare. E ascoltare significa prendere sul serio la perdita di fiducia che attraversa la generazione Z. Significa tradurre quel sentimento in politiche e pratiche che ridiano un orizzonte misurabile e non solo slogan. E se non succede possiamo aspettarci che la prossima generazione impari a difendersi in modo ancora più radicale.

Riepilogo sintetico

Problema Perché conta
Perdita di fiducia nella sicurezza economica Riduce l incentivo all investimento a lungo termine e altera le scelte di vita
Mercato del lavoro fratturato Contratti più brevi e meno promesse di carriera stabile
Costo della casa e debito educativo Barriere all accumulo di patrimonio e alla mobilità sociale
Soluzioni individuali diffuse Funzionano ma non ricostruiscono un sistema di protezione collettiva

FAQ

1 Chi ha detto che Gen Z non ha motivo di credere nella sicurezza economica?

La frase più discussa è stata pronunciata da Suzy Welch che insegna management practice alla New York University. La dichiarazione nasce da osservazioni fatte in aula e in contesti pubblici dove Welch ha collegato le angosce degli studenti alle trasformazioni strutturali dell economia.

2 È tutto colpa delle politiche economiche recenti?

No. Le politiche giocano un ruolo grande ma non esclusivo. Ci sono trasformazioni tecnologiche che ridistribuiscono lavoro e reddito, scelte societarie che hanno influito sui prezzi degli immobili e dinamiche globali che rendono più fragile il contratto sociale. La responsabilità è multipla e richiede risposte diverse.

3 Cosa possono fare i giovani oggi per migliorare la propria posizione finanziaria?

Possono diversificare abilità e fonti di reddito, cercare spazi di comunità che facilitino condivisione dei costi, valutare la mobilità territoriale quando ha senso e informarsi su meccanismi di protezione sociale. Queste mosse non risolvono il problema sistemico ma riducono la vulnerabilità personale.

4 Le soluzioni aziendali come il remote work aiutano davvero?

Il lavoro remoto può ampliare le opportunità e alleggerire costi di vita in città care. Ma può anche aumentare la competizione globale per posizioni locali e ridurre la capacità dei lavoratori di costruire reti di tutela. Serve un equilibrio e politiche che proteggano i diritti dei lavoratori indipendentemente dallo spazio fisico in cui lavorano.

5 Cosa dovrebbe fare la politica per restituire fiducia?

Interventi mirati su accesso al credito per giovani, regolazione dei mercati immobiliari nelle città chiave, incentivi per forme di impresa collettiva e programmi di formazione continua finanziati pubblicamente sono alcuni strumenti. Servono misure chiare e misurabili non vaghezze retoriche.

6 È possibile tornare a una sicurezza economica diffusa?

Non con le stesse regole del passato. Ma è possibile costruire nuove garanzie se si accetta che la stabilità deve essere ripensata come mix di tutela pubblica e adattabilità privata. Serve tempo e una scelta politica che oggi non sembra ancora abbastanza forte.

Author

  • Antonio Minichiello is a professional Italian chef with decades of experience in Michelin-starred restaurants, luxury hotels, and international fine dining kitchens. Born in Avellino, Italy, he developed a passion for cooking as a child, learning traditional Italian techniques from his family.

    Antonio trained at culinary school from the age of 15 and has since worked at prestigious establishments including Hotel Eden – Dorchester Collection (Rome), Four Seasons Hotel Prague, Verandah at Four Seasons Hotel Las Vegas, and Marco Beach Ocean Resort (Naples, Florida). His work has earned recognition such as Zagat's #2 Best Italian Restaurant in Las Vegas, Wine Spectator Best of Award of Excellence, and OpenTable Diners' Choice Awards.

    Currently, Antonio shares his expertise on Italian recipes, kitchen hacks, and ingredient tips through his website and contributions to Ristorante Pizzeria Dell'Ulivo. He specializes in authentic Italian cuisine with modern twists, teaching home cooks how to create flavorful, efficient, and professional-quality dishes in their own kitchens.

    Learn more at www.antoniominichiello.com

    https://www.takeachef.com/it-it/chef/antonio-romano2
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