Gli psicologi dicono che questa generazione ha imparato lautoregolazione prima della maggior parte e non è quello che pensi

Ho sentito la frase come un piccolo rombo in sottofondo delle ultime conferenze e articoli accademici. Gli psicologi dicono che questa generazione ha imparato lautoregolazione prima della maggior parte e la notizia circola come se fosse una vittoria o un inganno morale a seconda di chi la racconta. Io penso che la verità sia più scomoda e più interessante: non è un trionfo semplice, né una condanna rapida. È una mistura di adattamento culturale, circostanze storiche e pratiche educative che hanno ambiguità incorporate.

Perché questa affermazione suona così credibile

Negli ultimi anni abbiamo visto ricerche e rapporti che parlano di giovani più attenti alla sicurezza emotiva, di adolescenti che richiedono spazi psicologici e di famiglie che hanno dovuto riorganizzarsi (scuole chiuse lavoro da remoto e routine spezzate). Questo contesto ha forzato pratiche di regolazione emotiva e comportamentale prima considerate prerogativa delladolescenza tardiva. In altre parole i bisogni hanno anticipato le competenze: quando il mondo chiede controllo operativo e stabilità i giovani imparano a negoziare quel controllo con strumenti propri.

Non è solo autodisciplina

Spesso chi parla di autoregolazione la riduce a una parola morale: controllarsi, imporsi limiti, fare sacrifici. Ma lautoregolazione è più sfumata. Include sapere quando chiedere aiuto come pure mettere confini nelle relazioni sociali. È una capacità che si manifesta anche come selezione di risorse e priorità. In pratica alcuni ragazzi hanno imparato a dirsi non oggi e a proteggere il proprio tempo emotivo con la stessa praticità con cui un adulto pianifica una settimana lavorativa.

Un dato concreto e un paradosso

Report recenti su abitudini di salute mentale e preferenze dei giovani mostrano che valori come sicurezza gentilezza e cura di sé sono più importanti di quanto molti commentatori prevedessero. Questo porta a un paradosso: i giovani mostrano comportamenti caratteristici dellautoregolazione pur essendo immersi in ambienti iperstimolanti e frammentati. Come si concilia tutto ciò? Io credo che sia avvenuto uno spostamento di strumenti: meno rinuncia stoica e più strategie pratiche modulari. Non è la stessa cosa che avere più forza di volontà. È apprendere tattiche.

Una voce esperta

It s no wonder young people particularly young men who have been struggling for many decades were swayed by messaging that played directly to their deepest anxieties. Ideals like hope and unity cannot resonate unless people feel safe and stable. Yalda Uhls adjunct professor of psychology at UCLA and founder and CEO of the Center for Scholars amp Storytellers UCLA.

Questa osservazione mette in chiaro un punto spesso trascurato: la spinta verso lautoregolazione a volte nasce dalla necessità di sentirsi al sicuro. Non è sempre autocommiserazione né solo resilienza eroica. È una risposta funzionale a un ambiente percepito come minaccioso.

Quali pratiche hanno anticipato lapprendimento

Alcune famiglie e contesti scolastici hanno introdotto routine e microrituali capaci di insegnare forme di controllo emotivo: pause programmate tecniche di respirazione e organizzazione del tempo ma anche conversazioni esplicite su confini e consenso. Non sto dicendo che fosse ovunque né che funzionasse per tutti. È solo che dove queste pratiche sono state inserite intenzionalmente i risultati sono arrivati prima del previsto.

La tecnologia come maestro ambiguo

È facile demonizzare gli schermi e la cultura digitale. Ma qui serve una lettura più fine. La tecnologia ha creato nuovi esercizi di autoregolazione: gestire notifiche scegliere quando partecipare a discussioni pubbliche e utilizzare filtri emotivi. Alcuni giovani hanno imparato a segmentare la loro attenzione in modi sofisticati per poter studiare lavorare e mantenere relazioni online. Questo non significa che la tecnologia sia neutra: spesso esercita pressioni che richiedono autoregolazione per essere tollerate.

Non sottovalutiamo la differenza sociale

Lidea che tutta una generazione abbia imparato prima la stessa cosa è fuorviante. I vantaggi nellacquisizione di competenze di autoregolazione sono stratificati. Chi ha accesso a servizi educativi opportunità di dialogo e reti di sostegno ha maggiori probabilità di sviluppare strategie efficaci. In assenza di queste risorse loppportunismo comportamentale diventa improvvisazione. Se provo rabbia non è per rifiutare il concetto ma per ricordare che non possiamo politicamente o eticamente scaricare la retorica del miglioramento personale su chi ha meno strumenti.

Un altro esperto per riassestare la bussola

Gen Z seems to be demonstrating through these findings the desire to love and accept themselves despite the pressures of social media to look after their health and well being and simply to enjoy themselves reflecting a balanced and thoughtful approach to life. Alisha Hines director of research Center for Scholars amp Storytellers UCLA.

La citazione aiuta a equilibrare la narrazione. Non si tratta di una generazione ipercontrollata ma di una che chiede spazi di sicurezza e pratica regole di autodifesa emotiva.

Cosa mi fa pensare che questa storia sia incompleta

Ci sono domande che lascio aperte volutamente. Quanto di questo apprendimento si traduce in capacità a lungo termine come la regolazione nello stress prolungato? Sono tattiche apprese sotto emergenza o abitudini stabili? Alcune risposte arrivano da studi longitudinali ma altri elementi restano soggetti a interpretazione. Non basta misurare comportamenti visibili bisogna ascoltare come i giovani raccontano la loro esperienza interna e sociale. Troppo spesso i numeri spengono la complessità.

La mia opinione decisa

Credo che questa generazione abbia sviluppato forme pratiche e pragmatiche di autoregolazione prima di quanto ci aspetteremmo se parlassimo solo di tempi canonici di sviluppo. Ma non applauderei senza riserve. Queste forme sono in buona parte adattive e anche reattive. Possiamo valorizzare il fatto che i giovani trovino soluzioni senza però scaricare su di loro la responsabilità di un mondo che dovrebbe offrire più supporto formativo e istituzionale.

Conclusione parziale

La frase gli psicologi dicono che questa generazione ha imparato lautoregolazione prima della maggior parte è vera in alcune cornici e fuorviante in altre. Ogni volta che leggete resoconti che suonano come giudizi morali chiedetevi quali strumenti sono stati messi a disposizione quali non lo sono stati e quali costi invisibili sono stati nascosti dietro le buone pratiche.

Tabella di sintesi

Idea centrale Cosa significa
Apprendimento precoce Alcuni giovani hanno sviluppato tecniche di autoregolazione in risposta a crisi e routine modificate.
Contesto conta Accesso a risorse educative sociali e familiari determina chi riesce ad apprendere prima.
Tecnologia ambivalente Gli schermi impongono sfide ma offrono anche pratiche di gestione dellattenzione.
Non è solo volontà Si tratta di tattiche pratiche non di mera forza di volontà morale.

FAQ

1) Come intendete autoregolazione in questo articolo?

Parlo di autoregolazione come di un insieme di abilità che comprendono gestione dellattenzione controllo emotivo comportamento adattivo e scelta strategica di risorse. Non mi riferisco solo a resistenza alla tentazione ma anche alla capacità di costruire confini e cercare supporto quando necessario.

2) È vero che tutta la generazione ha imparato prima?

No. È più preciso dire che in certi contesti e per alcuni gruppi si osservano segnali di apprendimento precoce. Le differenze socioeconomiche culturali e di accesso ai servizi creano esiti molto variegati. Occorre evitare generalizzazioni semplicistiche.

3) Gli schermi hanno aiutato o ostacolato questo processo?

La risposta è ambivalente. Gli schermi hanno creato nuove richieste di autoregolazione e al tempo stesso rischi di sovraccarico. Per alcuni giovani la pratica di gestire notifiche e tempi si è trasformata in una competenza utile. Per altri il sovrautilizzo ha sottratto esperienze fondamentali allo sviluppo emotivo.

4) Cosa possono fare scuole e famiglie per sostenere questo apprendimento?

Scuole e famiglie possono riconoscere la complessità del fenomeno inserire routine esplicite spiegare strategie pratiche e offrire spazi in cui esercitare confini emotivi. È importante non ridurre il tema a slogan motivazionali ma lavorare su pratiche quotidiane concrete e ascolto autentico.

5) Questo significa che i giovani sono piu forti emotivamente?

Non necessariamente. Alcune abilità pratiche non equivalgono a maggiore forza emotiva generale. La capacità di gestire certe situazioni può convivere con fragilità in altre dimensioni. Bisogna guardare ai profili individuali e sociali per capire le vere risorse e i limiti.

6) Qual è la domanda che resta aperta?

Quanto di questo apprendimento resiste nel lungo periodo e quanto si basa su strategie contingenti rimane un nodo aperto. Ci sono segnali promettenti ma anche lacune di conoscenza che rendono necessario un approccio critico e longitudinale.

Se c è una verità che porto con me è che la narrazione facile ci salva poco. Vale la pena ascoltare i ragazzi capire le condizioni in cui imparano e smettere di dare per scontato che ogni cambiamento sia né buono né cattivo fino a quando non lo osserviamo con cura.

Author

  • Antonio Minichiello is a professional Italian chef with decades of experience in Michelin-starred restaurants, luxury hotels, and international fine dining kitchens. Born in Avellino, Italy, he developed a passion for cooking as a child, learning traditional Italian techniques from his family.

    Antonio trained at culinary school from the age of 15 and has since worked at prestigious establishments including Hotel Eden – Dorchester Collection (Rome), Four Seasons Hotel Prague, Verandah at Four Seasons Hotel Las Vegas, and Marco Beach Ocean Resort (Naples, Florida). His work has earned recognition such as Zagat's #2 Best Italian Restaurant in Las Vegas, Wine Spectator Best of Award of Excellence, and OpenTable Diners' Choice Awards.

    Currently, Antonio shares his expertise on Italian recipes, kitchen hacks, and ingredient tips through his website and contributions to Ristorante Pizzeria Dell'Ulivo. He specializes in authentic Italian cuisine with modern twists, teaching home cooks how to create flavorful, efficient, and professional-quality dishes in their own kitchens.

    Learn more at www.antoniominichiello.com

    https://www.takeachef.com/it-it/chef/antonio-romano2
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