L’Africa si sta spaccando in due placche tettoniche Scienziati spiegano come potrebbe nascere un nuovo oceano

Non è una storia da film catastrofico ma una lenta trama geologica che si stende per milioni di anni sotto i nostri piedi. L’Africa sta subendo una cesura graduale lungo la faglia dellEast African Rift e molti ricercatori oggi dicono che, con il tempo misurato in milioni di anni, tra le due parti potrebbe aprirsi quello che geologi chiamano un bacino oceanico. Questo articolo non pretende di esaurire il tema ma di raccontarlo con la voce di chi osserva la terra diventare altro.

Un allentamento che non urla ma scivola

Quando si parla di placche tettoniche la nostra immaginazione tende al terremoto fulminante e allonda che travolge. Però qui la fisica è subtile. Il Somali Plate si allontana dal Nubian Plate di pochi millimetri allanno. Pochi millimetri che, cumulati per milioni di anni, producono nuovi spazi geologici. Quello che vediamo oggi sono crateri recenti lava che esce e fessure che si allargano a passo dinsegnamento. Non succede domani ma succede. La differenza tra la cronaca e la geologia è che la seconda ha più pazienza e meno drammi.

Le prove sul campo

Campionamenti vulcanici e misure geodetiche raccolte negli ultimi anni mostrano una realtà coerente. Nella regione dellAfar, in Etiopia, i dati geochimici e la mappatura delle lave rivelano impulsi di materiale mantellare che risale dal profondo. Questi impulsi non salgono uniformemente ma a ondate chimiche distinguibili, come marchi impressi sulle rocce. Gli scienziati parlano di un mantello che pulsa e di placca che risponde.

We found that the mantle beneath Afar is not uniform or stationary – it pulses, and these pulses carry distinct chemical signatures.

Dr Emma J Watts Lead author formerly at University of Southampton now at Swansea University.

La citazione della ricercatrice mette in ordine uno degli aspetti più affascinanti: il mantello non è un fluido indistinto ma un sistema che registra eventi e risposte. Questa dinamica spiega perché certe aree della Rift siano più attive di altre e perché la rottura non sia simmetrica o prevedibile allo stesso modo lungo tutta la faglia.

Clima e crosta si parlano

Un elemento che pochi racconti popolari evidenziano è il ruolo del clima. Sbalzi idrici e la perdita di grandi masse dacqua alterano la pressione sulla crosta. Quando enormi laghi si rapprendono o si abbassano, la terra reagisce. Lo ha mostrato il lavoro sul Lago Turkana dove cali di livello si associano a unaccelerazione delle fratture locali. Non è che il clima spiega tutto ma sembra essere un coattore non banale nello spettacolo della riftizzazione.

Usually it is something we think about the other way around Mountains build and that changes the local or regional climate But it can work the other way around too.

Christopher Scholz Geologist Professor emeritus Columbia University.

La responsabilità sociale di questa scoperta è doppia. Da una parte la geologia ci mostra processi lontani dallimmediato. Dallaltra il clima attuale con la sua rapida trasformazione può imprimere accelerazioni impreviste a mutamenti che giudichiamo lenti. Non dico che il riscaldamento globale aprirà un oceano domani ma metto un segnalino: linterazione tra idrologia e tettonica è reale e va osservata con attenzione.

Perché un oceano e non solo una frattura

La nascita di un oceano è il risultato finale di molti fattori che si concatenano. Prima la crosta si assottiglia poi si formano bacini che possono essere invasi da mari vicini quando la breve distanza dalla costa lo permette. Nel caso del Rift orientale l’apertura potrebbe collegarsi con il Mar Rosso e il Golfo di Aden. Un bacino che si allarga prende acqua e allora lo scenario muta: nuove coste nuove correnti e nuove geografie umane. Tutto ciò avverrà in tempi che superano la nostra scala storica ma non per questo non è importante.

Osservazioni personali e qualche provocazione

Ho visto vulcani in hedges e geologi con mani sporche di basalto raccontare sorrisi misurati. Questo non è un invito al fatalismo. Al contrario credo che la conoscenza di questi processi debba entrare nella pianificazione a lunghissimo termine. Paesi e popolazioni che oggi non hanno costa potrebbero dover ripensare rotte commerciali tra milioni di anni. Mi sembra paradossale ma è il tipo di ragionamento che fa la differenza nelle scelte infrastrutturali di lungo periodo e nella conservazione del patrimonio naturale.

Non affermo una verità assoluta. Alcune domande restano aperte. A che velocità precisa si trasmettono quegli impulsi mantellari lungo bracci di rift differenti. Quanto conta lo spessore della placca nel guidare il flusso targato magma. E poi cè la politica della ricerca: investire in monitoraggio continuo e non in scenari sensationisti.

Implicazioni sul breve periodo

Se il processo è lento non significa che sia innocuo. Le zone di rift sono spesso sismiche e vulcanicamente attive. Comunità locali conoscono bene lagroedilizia dei loro paesaggi e devono convivere con fratture che possono ingrandirsi in pochi anni. Questo è il punto dove la scienza diventa pratica: reti di monitoraggio GPS sismografi e studi chimici delle lave possono dare avvisi e informazioni utili per ridurre i rischi.

Un futuro aperto

Non scrivo per rassicurare chi teme un evento cataclismatico domani e neppure per alimentare immaginari di fine del mondo. Racconto una storia di trasformazione di aree immense che richiede di essere capita. Quando si parla di un nuovo oceano non si parla solo di acqua ma di confini che si riscrivono di ecosistemi che cambiano e di popoli che dovranno adattarsi a un paesaggio diverso.

Il messaggio non è ottimistico o pessimista in senso assoluto. È un invito a guardare con cura e a non delegare la memoria della Terra solo ai libri di geografia. La scienza ci offre strumenti per capire e talvolta per mitigare. La scelta di usarli o no ci appartiene.

Tabella riassuntiva

Tema Punto chiave
Meccanismo La Rift orientale allunga la crosta e facilita la formazione di un bacino oceanico nel lungo termine.
Prove Campioni vulcanici impulsi mantellari misurazioni GPS e studi geochimici.
Ruolo del clima I cali dei livelli dei laghi riducono la pressione sulla crosta e possono accelerare la fagliazione.
Tempistica Processo geologico misurabile in milioni di anni ma con effetti locali osservabili ora.
Implicazioni Nuove coste potenziali rischi sismici e vulcanici adattamento umano e necessità di monitoraggio.

FAQ

Quanto velocemente si sta separando lAfrica?

La velocità tipica della separazione lungo parti dellEast African Rift è dellordine di pochi millimetri allanno. Questo significa che la divisione totale e la comparsa di un bacino oceanico richiedono tempi geologici dellordine di milioni di anni. Tuttavia alcuni processi locali come eruzioni o fratture possono manifestarsi in tempi molto più brevi e avere effetti significativi sulle comunità vicine.

Un nuovo oceano è già visibile oggi?

No. Non esiste un oceano nuovo aperto al momento. Alcuni bacini sono più avanzati nel processo di rift e possono allagarsi in futuro se la crosta si assottiglia a sufficienza e si collega a mari vicini. Ma il concetto di oceano qui è un esito distante che dipende da molte variabili geologiche e climatiche.

Perché il clima influisce sulla tettonica?

La massa dacqua esercita pressione sulla crosta terrestre. Variazioni significative nei livelli lacustri o nelle masse glaciali possono alterare la pressione e la temperatura locale del mantello superiore favorendo cambiamenti nella fusione del mantello e nella mobilità delle faglie. Studi recenti mostrano che periodi di secchezza prolungata possono aver accelerato la riftizzazione locale.

Cosa significa tutto ciò per le persone che vivono nella Rift?

Significa che la regione rimarrà geologicamente attiva e che è importante investire in monitoraggio sismico e piani di gestione del rischio. Le comunità locali devono essere parte delle strategie di adattamento e mitigazione piuttosto che soggetti passivi a interventi estemporanei.

Quali sono le ricerche future necessarie?

Sono necessari studi più dettagliati del mantello profondo con immagini sismiche ad alta risoluzione monitoraggio geodetico continuo analisi chimiche di campioni vulcanici e ricerche interdisciplinari che collegano clima geologia e impatti umani. Solo così si potrà capire con precisione il ritmo e lassetto futuro della riftizzazione.

La terra qui non è una scena di un dramma che si conclude in una notte. È un romanzo scritto in capitoli che nessuno di noi leggerà fino alla fine. Ma possiamo leggere i segni che già appaiono e preparare le prossime pagine con cura.

Author

  • Antonio Minichiello is a professional Italian chef with decades of experience in Michelin-starred restaurants, luxury hotels, and international fine dining kitchens. Born in Avellino, Italy, he developed a passion for cooking as a child, learning traditional Italian techniques from his family.

    Antonio trained at culinary school from the age of 15 and has since worked at prestigious establishments including Hotel Eden – Dorchester Collection (Rome), Four Seasons Hotel Prague, Verandah at Four Seasons Hotel Las Vegas, and Marco Beach Ocean Resort (Naples, Florida). His work has earned recognition such as Zagat's #2 Best Italian Restaurant in Las Vegas, Wine Spectator Best of Award of Excellence, and OpenTable Diners' Choice Awards.

    Currently, Antonio shares his expertise on Italian recipes, kitchen hacks, and ingredient tips through his website and contributions to Ristorante Pizzeria Dell'Ulivo. He specializes in authentic Italian cuisine with modern twists, teaching home cooks how to create flavorful, efficient, and professional-quality dishes in their own kitchens.

    Learn more at www.antoniominichiello.com

    https://www.takeachef.com/it-it/chef/antonio-romano2
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