Ho sempre pensato che le persone nate e cresciute tra gli anni 60 e 69 portino con sé un piccolo vantaggio invisibile. Non parlo di nostalgia o di come si ascoltava un disco in vinile. Parlo di un modo di tenere la testa quando il terreno sotto i piedi cambia senza preavviso. Questo pezzo prova a spiegare perché growing up in the 60s trained the brain to tolerate uncertainty e perché quella esperienza continua a influenzare scelte, relazioni e reazioni ancora oggi.
Un contesto che non prometteva certezze
La decade non era solo moda e musica. Era una serie di shock culturali e politici che si susseguivano con rapidita. Sistemi che sembravano immutabili erano messi in discussione allimprovviso. Per un bambino di allora la lezione implicita era semplice e dura: il mondo puo cambiare e non avvertirti. Non tutte le anime ne uscirono indenni. Alcune si irrigidirono. Altre, invece, svilupparono una specie di elasticita cognitiva che oggi chiameremmo tolleranza dellincertezza.
Non e resilienza da poster ma pratica quotidiana
Non era teoria. Era mandare a memoria numeri di telefono perche le rubriche non erano sincronizzate con un cloud. Era attraversare quartieri conosciuti senza gps. Problemi piccoli e grandi venivano risolti con bricolage improvvisato. Queste ripetute esposizioni a piccoli imprevisti insegnavano a ridurre la reattivita emotiva davanti allignoto: prima ci si prova poi si corregge.
Unallenamento del cervello poco appariscente
Gli scienziati parlano di abituazione e plasticita. Ma dal lato umano preferisco descriverla come una palestra: non sempre piacevole e spesso disordinata. La mente impara che lincertezza non e automaticamente catastrofe. Non e un atto eroico. E un adattamento. Conoscere quella sensazione e poterla nominare raramente e lo stesso che saperla gestire.
David A. Clark Ph.D. Professore Emerito Department of Psychology University of New Brunswick scrive Living With Uncertainty During COVID 19 Low tolerance of uncertainty will heighten your anxiety about the pandemic.
La frase di Clark non spiega i percorsi storici ma conferma che la tolleranza verso lincertezza e un tratto misurabile e legato a esiti emotivi concreti. In pratica le persone degli anni 60 avevano unallenamento precoce a non collassare di fronte a variabili impreviste.
Perche non tutti gli anni 60 sono uguali
Attenzione. Non sto idealizzando unintera generazione. Ci sono stati traumi reali e condizioni sociali dure. Ma anche la stessa rarita di protezioni generava apprendimenti che oggi risultano utili. Alcuni individui impararono a negoziare con lincertezza piu di altri. Questa differenza spiega perche due coetanei di quel decennio possono reagire in modo opposto a uno stesso evento moderno.
Tre meccanismi pratici che trasformano esperienza in tolleranza
Primo meccanismo: esposizione cumulativa. Decine di piccoli imprevisti nel quotidiano rimodellano la soglia di attivazione emotiva. Secondo meccanismo: responsabilita precoce. Avere compiti che richiedevano decisione autonoma rinforza la fiducia operativa. Terzo meccanismo: comunita di riferimento. La rete sociale allora era piu locale e i fallimenti personali venivano contestualizzati invece che medicalizzati. Questo riduceva la catastrofizzazione immediata.
Impatto sulla vita adulta
Per molti di quei nati negli anni 60 la tolleranza allincertezza si traduce in scelte di carriera meno impulsive e in una capacita di restare presenti quando la narrativa collettiva grida panico. Non sono impermeabili allansia. Sono spesso piu bravi a rinviare decisioni fino a quando i segnali non sono piu utili o a sperimentare senza aspettare la soluzione perfetta.
Uno sguardo critico
Non e un elogio incondizionato. Dire che growing up in the 60s trained the brain to tolerate uncertainty non significa che chi non e nato in quegli anni sia svantaggiato in modo irrecuperabile. I circuiti mentali restano malleabili. Ma il contesto storico lascia un timbro. La nostra societa ha rimosso certe frizioni che costringevano a dover fare i conti con il non sapere. Questo ha pregi e difetti. Il buon senso sarebbe recuperare occasioni di discreta frizione senza trasformarle in microtraumi.
Un paio di osservazioni personali
Quando chiedo a persone nate negli anni 60 come affrontano un imprevisto tecnologico rispondono spesso con calma pratica. Sbrigativo e poco spettacolare. E un tratto che oggi definirei sobrieta cognitiva. Nel lavoro puo essere un vantaggio irritante per i piu giovani che si aspettano reazioni piu teatrali. Ma e efficace.
Qualche conseguenza sociale
Nelle famiglie le generazioni che hanno sperimentato questo allenamento trasmettono abitudini comunicative meno emotive e piu orientate alla soluzione. In politica e nel dibattito pubblico la loro presenza modera liperbole. A volte danno lutto per lentezza. A volte frenano impeti necessari. E una dinamica ambivalente che merita meno semplificazioni e piu attenzione pratica.
Riflessione finale aperta
Non ho una formula magica per trasferire quellallenamento ai nati dopo linformatizzazione totale del quotidiano. Forse non serve replicare le condizioni degli anni 60. Forse basta reintrodurre esercizi di tolleranza dellincertezza calibrati e non traumatizzanti. Oppure forse la societa oggi produce risorse diverse che compensano in modi che non abbiamo ancora misurato. Rimane una domanda: quanto valore diamo a una mente che regge linganno e la fragilita del futuro?
Tabella riassuntiva
| Idea chiave | Perche conta | Impatto pratico |
|---|---|---|
| Esposizione a piccoli imprevisti | Riduce la reattivita emotiva | Decisioni meno impulsive |
| Responsabilita precoce | Rinforza la fiducia operativa | Maggiore iniziativa individuale |
| Reti sociali locali | Contestualizzano fallimenti | Minore catastrofizzazione |
| Tolleranza appresa | Capacita di convivere con lincertezza | Resilienza quotidiana |
FAQ
Come definisco tolleranza dellincertezza in parole semplici?
La tolleranza dellincertezza e la capacita di convivere con informazioni incomplete senza scatenare panico o paralisi decisionale. Non e indifferenza. E un equilibrio pratico tra attenzione e azione cui si arriva con esperienza e strumenti cognitivi.
Possono le persone nate dopo gli anni 60 sviluppare la stessa abilita?
Sì. Non e un dono genetico. Si impara con esposizioni calibrate allincertezza esercizi di problem solving reale e opportunita di fare esperienza senza aspettare soluzioni esterne immediate. Lavorare su piccoli progetti non guidati e prendere decisioni con informazioni parziali sono esempi pratici.
Ci sono rischi nel nostalgizzare questa capacita?
Assolutamente. Idealizzare unepoca cancella ingiustizie e disagi reali. E importante separare laspetto adattivo dallassenza di tutele sociali. Celebrarne solo lutilita rischia di giustificare la rimozione di protezioni necessarie.
Come si riconosce una persona con alta tolleranza dellincertezza?
Spesso mantiene calma in situazioni di cambiamento, prova soluzioni pratiche invece di aspettare istruzioni e non categorizza subito un evento come catastrofico. Questo non la rende immune alle emozioni ma le permette di procedere senza restare bloccata.
Qual e il ruolo della comunita in tutto questo?
La comunita fornisce contesto e norme che aiutano a interpretare imprevisti. Dove la rete sociale incoraggia la sperimentazione e normalizza lerrore come apprendimento, la tolleranza si costruisce piu facilmente. Dove lutente e stigmatizzato, lincertezza si trasforma in minaccia.