Perché le persone sui 70 anni raramente rinunciano agli altri. Gli psicologi dicono che la speranza cambia il comportamento

Molti pensano che la vecchiaia sia una lunga resa. Io non ci credo. Non perché abbia la prova matematica di un ottimismo generale ma perché, osservando amici e vicini qui in Italia, ho visto qualcosa di ostinato e poco raccontato: chi ha superato i settanta tende a non lasciare cadere le relazioni e a non smettere di investire tempo negli altri. Questo non è un tratto romantico ma una scelta che ha conseguenze reali e misurabili sul comportamento quotidiano.

Un fatto che pochi ammettono

La prima volta che ho notato questa tendenza ho pensato si trattasse di una superstizione personale. Poi ho letto ricerche e paralleli clinici che confermavano: la speranza, intesa come capacità di avere obiettivi anche quando le probabilità non sono favorevoli, mantiene le persone impegnate nelle relazioni. Non è lo stesso che chiamare tutto ottimismo. È più sottile, quasi tattico. Si patteggia con la realtà: non si nega il declino ma si continua a curare il tessuto umano intorno a sé.

Un esempio quotidiano

La signora Carla che vive nel mio condominio perde pezzi di vista ma continua a telefonare a due amiche ogni mattina per ricordarsi di loro. Non è solo abitudine. È un impegno che richiede energia emotiva e decisione. Le telefonate non cambieranno la vista ma cambiano la qualità della giornata. È un modo di resistere che non brilla in titoli di giornale ma fa la differenza nella vita sociale di ciascuno.

La speranza che non promette miracoli

Gli psicologi oggi distinguono speranza da ottimismo. La speranza si struttura attorno a tre componenti: volontà di agire, strategie possibili e la pazienza di attendere risultati che possono non arrivare. Per gli anziani questa forma di speranza diventa più pragmatica. Si adatta ai limiti e li utilizza come confini entro cui progettare. Non è una illusione ma una disciplina pratica.

Hope gives people meaning. Everett Worthington PhD Emeritus Commonwealth Professor Department of Psychology Virginia Commonwealth University.

Quel passaggio di Everett Worthington non è ornamentale. La speranza assegna senso. Per chi ha vissuto molto tempo la gratificazione istantanea perde centralità. Conta il senso che le azioni mantengono per gli altri e per sé. Ecco perché molte persone nella settantina non mollano: tengono accesa una piccola lampada di senso.

Comportamenti concreti

Gli effetti si vedono nelle abitudini. Non è raro osservare che gli over 70 si prendono cura dei nipoti, partecipano a gruppi locali, mantengono rituali sociali anche quando è faticoso. Queste azioni non sono sempre motivate dall altruismo puro. A volte sono reti di sopravvivenza emotiva. L investire negli altri ripaga con una reciprocità che non è immediata ma è potente: appartenenza, riconoscimento, utilità.

Perché la società sottovaluta questa risorsa

La narrazione pubblica tende a trasformare la vecchiaia in un oggetto terminale da proteggere o un problema da risolvere. Si guarda al declino fisico e si ignora la forza relazionale che molti portano con sé. Io sostengo che questa sottovalutazione è una perdita collettiva. Quando la comunità si affida ai più giovani per ogni ruolo sociale perde la matassa di continuità che gli anziani tessono quotidianamente.

Una critica necessaria

Non è che tutti gli over 70 siano instancabili filantropi. Alcuni si ritraggono, altri perdono motivazione per cause reali come dolore cronico o solitudine. Ma accusare la generazione anziana di rassegnazione è spesso un pregiudizio che dice più su chi osserva che su chi è osservato. Io prendo posizione: dovremmo ascoltare di più chi, alla settantina, continua a scommettere su legami umani.

La speranza come politica sociale

Se la speranza cambia il comportamento allora gli interventi che la favoriscono hanno una potenza pratica. Non sto parlando di semplici slogan ma di strutture: luoghi dove incontrarsi, opportunità di ruolo reale, piccoli incarichi che riconoscano competenze. Un progetto di quartiere che coinvolga anziani nella cura di un orto o nell accoglienza di bambini può trasformare l energia di cura in beneficio collettivo. E poi, a livello individuale, la speranza favorisce la resilienza: non è miracolosa ma è resistente.

Qualche resistenza intima

Non voglio idealizzare. Vedo anche la stanchezza negli occhi di chi si prende cura di un coniuge malato per anni. La speranza non è una medicina che impedisce l esaurimento. Ma spesso la speranza ridisegna le priorità. Quando manca la possibilità di cambiare l esito, le persone scelgono di cambiare la qualità di come vivono la relazione rimanente. E in quel cambiamento c è una forza che sorprende.

Conclusione aperta

Quindi perché le persone sui 70 anni raramente rinunciano agli altri? Perché la speranza in questa fase della vita è pratica, misurata e orientata al senso più che al risultato. Per molti è una scelta etica e strategica. Io credo che ignorare questa dinamica sia un errore culturale. Non abbiamo bisogno di nuovi slogan ma di riconoscere che la vecchiaia porta non solo vulnerabilità ma anche un capitale umano fatto di cura e perseveranza.

Non offro formule definitive. Offro un invito: guardiamo gli anziani non solo come destinatari di cure ma come nodi di prossimità che tengono insieme le comunità. È un modo diverso di percepire la speranza. E questa percezione cambia il comportamento di chi dà e di chi riceve.

Tabella riassuntiva

Idea Cosa significa
La speranza è pratica Non promette miracoli ma orienta azioni quotidiane.
Relazioni come risorsa Investire negli altri mantiene significato e appartenenza.
Azioni visibili Telefonate rituali cura informale e presenza sociale.
Ruolo sociale Opportunità e incarichi rafforzano speranza e utilità.
Non è universale La speranza convive con fatica e perdita ma spesso resiste.

FAQ

1. La speranza è uguale all ottimismo?

No. L ottimismo tende a essere una previsione generale sul futuro. La speranza che osserviamo negli over 70 è una struttura più pragmatica fatta di volontà di agire, strategie alternative e capacità di attendere risultati incerti. Non è cieca fiducia ma una pratica quotidiana.

2. Tutte le persone sui 70 anni mantengono questa attitudine?

Assolutamente no. Ci sono differenze individuali ampie. Salute fisica e mentale, reti sociali pregresse, contesto economico e storie personali determinano molto. Però la tendenza osservata è abbastanza diffusa da meritare attenzione come fenomeno sociale e psicologico.

3. Perché la società dovrebbe valorizzare questo comportamento?

Perché reintegrare gli anziani nei ruoli sociali riduce isolamento e aumenta la coesione comunitaria. Le azioni concrete di cura e mantenimento delle relazioni hanno ricadute che superano l ambito privato e possono alleviare pressioni sui servizi sociali.

4. Quali segnali mostrano che una persona anziana sta perdendo speranza?

Si osservano ritiri sociali progressivi riduzione degli interessi attività routinarie mancate e una sensazione di inutilità espressa. Non è una regola fissa ma sono segnali che in genere meritano ascolto e intervento sociale.

5. Come possiamo imparare da chi non rinuncia?

Ascoltando storie e pratiche quotidiane. Chiedendoci quali ruoli reali possiamo offrire. Evitando di trattare la speranza come un concetto astratto e investendo invece in contesti dove si può praticare: gruppi di quartiere volontariato e iniziative intergenerazionali.

Author

  • Antonio Minichiello is a professional Italian chef with decades of experience in Michelin-starred restaurants, luxury hotels, and international fine dining kitchens. Born in Avellino, Italy, he developed a passion for cooking as a child, learning traditional Italian techniques from his family.

    Antonio trained at culinary school from the age of 15 and has since worked at prestigious establishments including Hotel Eden – Dorchester Collection (Rome), Four Seasons Hotel Prague, Verandah at Four Seasons Hotel Las Vegas, and Marco Beach Ocean Resort (Naples, Florida). His work has earned recognition such as Zagat's #2 Best Italian Restaurant in Las Vegas, Wine Spectator Best of Award of Excellence, and OpenTable Diners' Choice Awards.

    Currently, Antonio shares his expertise on Italian recipes, kitchen hacks, and ingredient tips through his website and contributions to Ristorante Pizzeria Dell'Ulivo. He specializes in authentic Italian cuisine with modern twists, teaching home cooks how to create flavorful, efficient, and professional-quality dishes in their own kitchens.

    Learn more at www.antoniominichiello.com

    https://www.takeachef.com/it-it/chef/antonio-romano2
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