Perché non racconti le tue buone notizie a certe persone e cosa rivela davvero la tua emotional safety

Ci sono notti in cui penso alle piccole vittorie e poi le tengo per me. Non per superstizione o peggio per cattiva creanza, ma perché qualcosa dentro valuta costi e benefici emotivi prima ancora di aprire bocca. Questo articolo non è un manuale di psicologia pop. È un diario provocatorio con puntate di analisi e qualche opinione scomoda sulla sicurezza emotiva e sul motivo per cui spesso preferiamo lasciare i successi in privato.

Un primo sussurro: la notizia non è mai solo notizia

Quando condividi una buona notizia pensi che laltro reagirà con gioia contagiosa. Ma le persone non sono recettori neutri. Esistono filtri di invidia, di richiesta implicita di conferme, di capacità relazionale e anche di vulnerabilità. La decisione di non condividere è un atto di calcolo emotivo e a volte di protezione preventiva. La parola emotional safety entra qui come tema centrale. Non la declino tecnicamente ma la sento come una temperatura: calda quando puoi rischiare, fredda quando preferisci tacere.

La paura del contagio negativo

Ho visto amici che minimizzano i propri traguardi davanti a colleghi che rispondono con sarcasmo o con silenzi lunghi come stagioni. Il risultato è prevedibile: meno racconti e più isolamento. Non sempre è colpa dellaltro. A volte è una lezione imparata a caro prezzo. Preferisco non accendere la miccia se so che il combustibile è rancore o competizione mascherata da consiglio.

Chi non vuole sentire e chi non sa ascoltare

Esistono persone che, per caratteristiche intrinseche, svuotano una festa di notizie buone. Non è sempre malizia. Alcuni non riescono a reggere lidea dellaltro che sta bene, perché li mette in crisi rispetto alla loro scala interna di giudizio. Altri trasformano la buona notizia in episodio di confronto. È qui che la tua emotional safety ti parla chiaro e ti dice tacere o condividere con cura.

Vulnerability is not winning or losing. It’s having the courage to show up and be seen when we have no control over the outcome. Vulnerability is not weakness it’s our greatest measure

Author

  • Antonio Minichiello is a professional Italian chef with decades of experience in Michelin-starred restaurants, luxury hotels, and international fine dining kitchens. Born in Avellino, Italy, he developed a passion for cooking as a child, learning traditional Italian techniques from his family.

    Antonio trained at culinary school from the age of 15 and has since worked at prestigious establishments including Hotel Eden – Dorchester Collection (Rome), Four Seasons Hotel Prague, Verandah at Four Seasons Hotel Las Vegas, and Marco Beach Ocean Resort (Naples, Florida). His work has earned recognition such as Zagat's #2 Best Italian Restaurant in Las Vegas, Wine Spectator Best of Award of Excellence, and OpenTable Diners' Choice Awards.

    Currently, Antonio shares his expertise on Italian recipes, kitchen hacks, and ingredient tips through his website and contributions to Ristorante Pizzeria Dell'Ulivo. He specializes in authentic Italian cuisine with modern twists, teaching home cooks how to create flavorful, efficient, and professional-quality dishes in their own kitchens.

    Learn more at www.antoniominichiello.com

    https://www.takeachef.com/it-it/chef/antonio-romano2
    .

Lascia un commento